
Patanjali: chi era, gli Yoga Sutra e gli 8 passi
Chi era Patanjali? Il saggio che ha codificato lo yoga negli Yoga Sutra: vita, leggenda, gli 8 passi dell'Ashtanga e il significato di chitta vritti nirodhah.
di Mario Raffaele Conti
Sommario
Patanjali e il saggio che, circa 2.000 anni fa, ha dato allo yoga una struttura chiara e universale. Prima di lui, gli insegnamenti yogici erano tramandati oralmente in modo frammentario. Con gli Yoga Sutra — 195 aforismi in sanscrito — ha codificato l’intera scienza dello yoga in un sistema coerente che ancora oggi guida milioni di praticanti nel mondo. Ma chi era davvero Patanjali? Cosa dicono gli Yoga Sutra? E cosa significa praticare lo yoga secondo la sua visione?
Chi era Patanjali: storia e leggenda
La sua figura è avvolta nel mistero. Non esistono prove storiche certe sulla sua vita — non sappiamo con certezza se fosse un individuo reale o un simbolo collettivo di una tradizione di insegnamento. Le datazioni variano tra il 200 a.C. e il 200 d.C., collocandolo nel periodo di grande fioritura della filosofia indiana.
Secondo la tradizione indiana, viene spesso considerato una manifestazione del serpente Ananta — il serpente cosmico che sorregge l’universo nella cosmologia vedica, simbolo dell’infinito e del sostegno spirituale. La sua iconografia lo rappresenta con la parte superiore del corpo umana (simbolo della saggezza) e la parte inferiore a forma di serpente (simbolo dell’energia cosmica). Come Omero nell’antica Grecia, Patanjali potrebbe essere sia un individuo che il nome collettivo di una tradizione.
Cio che conta, al di la della storia, e il messaggio che ci ha lasciato: un percorso chiaro e profondo per fermare le fluttuazioni della mente e raggiungere uno stato di pace interiore.

Nota: Qual e il significato del nome Patanjali? In sanscrito: pata (caduto) + anjali (mani giunte in preghiera). Secondo la leggenda, il saggio sarebbe “caduto” dal cielo nelle mani giunte di sua madre Gonika, che stava pregando per ricevere un degno discepolo.
Gli Yoga Sutra: il testo fondamentale
L’opera attribuita a lui attribuita è lo Yoga Sutra — una raccolta di 195 brevi aforismi scritti in sanscrito. La parola sutra significa “filo”: queste frasi sono come fili sottili che tessono insieme l’intero insegnamento dello yoga.
Il testo e diviso in quattro capitoli (pada):
- Samadhi Pada — lo stato di meditazione profonda e unione
- Sadhana Pada — la pratica e il percorso verso la realizzazione
- Vibhuti Pada — i poteri e i risultati della pratica avanzata
- Kaivalya Pada — la liberazione finale e l’indipendenza assoluta
Gli Yoga Sutra non sono un manuale di posizioni fisiche. A lui non si interessa alle asana come le intendiamo oggi. La sua visione dello yoga e puramente mentale e spirituale.
“Yoga chitta vritti nirodhah”
Yoga Sutra I.2
Questa e forse la definizione piu precisa e profonda di yoga mai formulata: “lo yoga e la cessazione delle fluttuazioni della mente”. La mente e spesso in uno stato di agitazione continua — pensieri, emozioni, preoccupazioni si muovono come onde su un lago. Lo yoga e il processo che calma queste onde per raggiungere la chiarezza e la pace.
Gli 8 passi dello yoga : guida completa
Negli Yoga Sutra, ci descrive un sistema in otto passi (Ashtanga) — un percorso progressivo verso la liberazione mentale e spirituale. Questi otto passi non sono separati ma si sviluppano l’uno dentro l’altro:

1. Yama — i principi etici verso gli altri
I cinque Yama sono i principi etici che regolano il rapporto con il mondo esterno: ahimsa (non violenza), satya (verita), asteya (non rubare), brahmacharya (moderazione), aparigraha (non attaccamento). Sono il fondamento di qualsiasi percorso yogico autentico.
2. Niyama — la disciplina personale
I cinque Niyama riguardano la disciplina interiore: saucha (purezza), santosha (contentezza), tapas (disciplina), svadhyaya (studio di se), ishvara pranidhana (dedizione al divino).
3. Asana — la posizione stabile
Per Patanjali, l’unica indicazione sulle asana e: “sthira sukham asanam” — “la posizione deve essere stabile e confortevole”. Non descrive le centinaia di posture dello yoga moderno. Le asana servono solo a mantenere il corpo fermo durante la meditazione. Le posture complesse si sono sviluppate piu tardi con lo Hatha Yoga.
4. Pranayama — il controllo del respiro
Il pranayama e il controllo consapevole del respiro (prana = energia vitale, ayama = espansione). Calma il sistema nervoso e prepara la mente alla meditazione. E il ponte tra la pratica fisica e quella mentale.
5. Pratyahara — il ritiro dei sensi
Il pratyahara e il ritiro dell’attenzione dal mondo esterno verso l’interno. Come una tartaruga che ritrae le zambe nel guscio, il praticante impara a non essere trascinato dagli stimoli sensoriali. E il passo che prepara alla concentrazione profonda.
6. Dharana — la concentrazione
Il dharana e la concentrazione su un singolo punto — un oggetto, un mantra, il respiro, un chakra. La mente viene addestrata a restare ferma su un unico focus senza distrarsi.
7. Dhyana — la meditazione
Il dhyana e la meditazione profonda e continua — la concentrazione diventa fluida, senza sforzo. Non c’e piu distanza tra il meditante e l’oggetto della meditazione.
8. Samadhi — l’unione
Il samadhi e lo stato di unione con il tutto — pace assoluta, liberta dalla mente agitata (Moksha). Non e un traguardo irraggiungibile ma l’espressione naturale di una mente completamente quieta.
Nota:
I primi cinque passi (yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara) costituiscono l’aspetto esteriore della pratica — Bahiranga.
Gli ultimi tre (dharana, dhyana, samadhi) costituiscono l’aspetto interiore — Antaranga.
Patanjali e lo yoga moderno: cosa e cambiato
Lo yoga che si pratica oggi nei centri di tutto il mondo e molto diverso da quello descritto negli Yoga Sutra. Le posture fisiche elaborate si sono sviluppate principalmente tra il X e il XV secolo con lo Hatha Yoga, e hanno raggiunto la loro forma moderna nel XX secolo con maestri come Krishnamacharya e i suoi discepoli.
Come sottolinea il professor Gianni Pellegrini dell’Universita di Torino, per gli yogin indiani teoria e pratica non sono mai state separate come spesso accade in Occidente. Gli Yoga Sutra invitano a usare le posture e il respiro come strumenti per qualcosa di piu profondo: la trasformazione della mente.
Domande frequenti su Patanjali
Chi e il padre dello yoga?
Tradizionalmente considerato il padre della filosofia dello yoga classico e per aver codificato gli insegnamenti yogici negli Yoga Sutra. Tuttavia lo yoga come pratica esisteva gia prima di lui — non ha inventato lo yoga ma ne ha sistematizzato la filosofia in una forma accessibile e universale.
Quanti sono gli aforismi degli Yoga Sutra?
Gli Yoga Sutra contengono 195 aforismi secondo la versione piu diffusa, o 196 secondo alcune tradizioni. Sono divisi in quattro capitoli: Samadhi Pada (51), Sadhana Pada (55), Vibhuti Pada (55), Kaivalya Pada (34).
Cosa sono Yama e Niyama?
Yama e Niyama sono i primi due dei otto passi dello yoga . I cinque Yama sono principi etici verso gli altri (non violenza, verita, non rubare, moderazione, non attaccamento). I cinque Niyama sono pratiche di disciplina personale (purezza, contentezza, disciplina, studio di se, dedizione al divino).
Qual e il significato di Kaivalya?
Kaivalya significa “isolamento” o “indipendenza assoluta” in sanscrito. Nell’ultimo capitolo degli Yoga Sutra indica lo stato di liberazione finale — la coscienza purificata che si libera da qualsiasi condizionamento.
Lettura consigliata
Vivere Patanjali. Il potere del vero yoga. Dai commenti di Paramhansa Yogananda agli Yoga Suttra
Paramhansa Yogananda, autore del famoso classico spirituale Autobiografia di uno yogi. Grazie ai commenti di Yogananda, potrai applicare ognuno dei primi trentuno Yoga Sutra di Patanjali alla tua vita, alla meditazione, alle posizioni yoga, alla comprensione di te stesso. Attraverso un dialogo immaginario tra Patanjali e un suo discepolo, esplorerai: la versione in sanscrito di ogni sutra,
Conclusione
Gli Yoga Sutra non sono un testo antico e polveroso — sono una mappa per la mente che vale oggi quanto 2.000 anni fa. Lo yoga che descrivono non si limita a un tappetino o a una posizione, ma e un percorso di vita che aiuta a conoscere se stessi e a vivere con maggiore equilibrio.
“Yoga chitta vritti nirodhah — Lo yoga e la cessazione delle fluttuazioni della mente.”
— Yoga Sutra I.2
Solo in quella calma troviamo la nostra vera natura.
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L’autore
Mario Raffaele Conti e insegnante di Raja Hatha Yoga, giornalista, scrittore e speaker radiofonico. E direttore del web magazine “Rispirazioni — Meditazioni contemporanee”. Ha conseguito il diploma europeo di insegnante di Yoga con Antonio Nuzzo e la Federazione Mediterranea Yoga.



