Sequenza Yoga

Saluto al Sole (Surya Namaskara): significato, benefici e come si fa

Le origini e il significato del Saluto al Sole (Surya Namaskara), simbolo dell'eterna ciclicità della vita

di Claudio Conte

Cos’è il Saluto al Sole

Il Saluto al Sole — in sanscrito Surya Namaskaraè una delle sequenze più conosciute e complete dello yoga: dodici posizioni concatenate, da eseguire coordinando ogni movimento con il respiro. È al tempo stesso un esercizio fisico che coinvolge tutto il corpo e un piccolo rito quotidiano che onora la luce del Sole e la ciclicità della vita.

Nonostante le varianti esistenti, la sequenza di Surya Namaskara mantiene una struttura comune in tutte le scuole di yoga: si compone di dodici posizioni concatenate, iniziando e terminando in posizione verticale, a simboleggiare il ciclo della vita e la connessione con il sole. Ogni posizione può inoltre essere accompagnata da un mantra dedicato (ne parliamo più avanti).

I benefici del Saluto al Sole

Benefici fisici

Sul piano fisico il Saluto al Sole è una pratica completa che, ripetuta con regolarità:

  • migliora la flessibilità della colonna vertebrale e delle articolazioni;
  • tonifica e rinforza gambe, braccia, addome e schiena;
  • stimola la circolazione sanguigna e l’ossigenazione dei tessuti;
  • attiva il metabolismo e, nelle versioni più dinamiche, contribuisce al dispendio calorico;
  • migliora la postura e la coordinazione tra movimento e respiro.

Benefici mentali ed energetici

Praticare il Saluto al Sole non solo migliora la flessibilità e la forza fisica, ma favorisce anche un senso di connessione con la natura e il ciclo del giorno e della notte. È un rito quotidiano che rinnova corpo e mente.

Il ritmo regolare del respiro coordinato al movimento calma il sistema nervoso e riduce lo stress; la ripetizione della sequenza ha un effetto meditativo che migliora concentrazione e presenza. Sul piano energetico, secondo la tradizione yogica, favorisce la circolazione del prana lungo i canali sottili, i nadi. Praticato al mattino, è un rituale che risveglia corpo e mente e prepara alla giornata.

Come si fa il Saluto al Sole: le 12 posizioni passo dopo passo

Posizione iniziale

Saluto al Sole

Partire in postura eretta, con i piedi paralleli separati alla stessa larghezza del bacino. Sistemare le braccia tese dietro la schiena, con i palmi delle mani rivolti all’indietro. Espirare profondamente restringendo il giro vita e spingendo in avanti con le braccia per chiudere la gabbia toracica. Tenere il mento appoggiato sulla parte alta dello sterno.

Attitudine interiore. Avvicinamento allo stato di shunya (vacuità, vuoto). Disponibilità ad abbandonare tutto ciò che si è accumulato a livello della personalità esteriore, che costituisce un’identificazione con un “Io” parziale e separato dall’Essenziale.

Anatomia. Importante azione dei principali muscoli espiratori (trasverso addominale, intercostali esterni, antepulsori di braccia e spalle).

Posizione della Mezza Ruota (Ardha Chakrasana)

Saluto al Sole

Inspirando, sollevare la testa e alzare le braccia portando in avanti il bacino con le gambe ben tese. Poi, inarcare la parte alta della schiena all’indietro, facendo seguire il movimento dalle braccia. In tal modo, il peso del corpo si trasferisce sulla parte anteriore dei piedi. I muscoli addominali rimangono tonici per reggere busto e braccia che si rovesciano all’indietro, limitando l’estensione della regione lombare.

Attitudine interiore. In posizione di completa apertura con petto, viso e interno delle braccia rivolti in alto, ricevere il respiro, supporto della Coscienza.

Anatomia. Contrazione eccentrica di retto addominale e quadricipiti femorali; contrazione dei glutei; allungamento dei freni anteriori delle articolazioni dell’anca (ileo-psoas e legamenti pubo-femorali) e dei pettorali; estensione della colonna vertebrale.

Posizione delle Mani ai Piedi (Padahastasana)

Saluto al Sole

A polmoni pieni, riportare il busto in posizione verticale e poi piegarlo sulle gambe. Per tutto il movimento di flessione, le braccia rimangono sempre sul prolungamento del busto ben disteso. La nuca è allungata e il mento retratto verso la gola. Completata la flessione delle anche, appoggiare le mani a terra ai lati dei piedi ed espirare.

Attitudine interiore. Ciò che è stato ricevuto viene offerto alla Terra in posizione di chiusura su se stessi, affermando la propria appartenenza alla Terra stessa con il contatto dei quattro arti con il suolo.

Anatomia. Allungamento completo dei muscoli posteriori delle gambe (ischio-crurali e tricipiti ); contrazione moderata degli estensori della colonna vertebrale, in fase di flessione per mantenere l’allungamento del tronco

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Posizione del Mezzo Cobra (Ardha Bhujangasana)

Saluto al Sole

Inspirando, allungare la gamba sinistra all’indietro, piegando il ginocchio destro in un affondo in avanti, senza sollevare il tallone da terra. Il gluteo sinistro è da tenere vicino al tallone e il bacino rimane molto basso. La gamba arretrata resta in appoggio sulle dita del piede. Evitare di appoggiare il ginocchio sinistro a terra, per mantenere la fondamentale estensione dell’anca. Proseguendo l’inspirazione, allontanare l’addome dalla coscia destra mandando il bacino in retroversione e inarcare all’indietro regione dorsale, collo e testa. Se l’affondo è sufficiente, le mani poggiano a terra a lato della coscia sinistra con i palmi orientati in avanti.

Attitudine interiore. Si accoglie il respiro in una posizione di apertura più vicina al suolo, continuando a sottolineare la propria appartenenza alla Terra ed emancipazione dai retaggi della natura animale, sia sul piano corporeo sia psichico.

Anatomia. Intensa apertura dei freni anteriori dell’articolazione coxo-femorale; allungamento dei muscoli posteriori della caviglia sinistra; estensione del tratto superiore della colonna vertebrale; intensa apertura della cintura scapolare; contrazione della muscolatura addominale per ridurre l’estensione lombare.

Posizione della Sentinella (Catushpadasana)

Saluto al Sole

A polmoni pieni, posare le mani al suolo ai lati del piede destro e allungare la gamba destra all’indietro. Ci si trova così con il corpo disteso e allineato in appoggio sui palmi delle mani e sulle punte dei piedi.

Attitudine interiore. Sottolinea il rigore e la rettitudine delle proprie intenzioni ed esprime la ferma determinazione a realizzare la propria emancipazione.

Anatomia. Intensa azione degli estensori delle braccia (tricipiti) e degli antepulsori di braccia e spalle; contrazione di glutei e retto addominale per conservare la retroversione del bacino; estensori vertebrali cervicali e dorsali per l’allineamento; gran dentati per fissare le scapole.

Posizione del Cane che si stira (Adho Mukha Svanasana)

Saluto al Sole

Rimanendo sempre a polmoni pieni, sollevare il bacino arretrando le spalle per avvicinare petto e ascelle al suolo. La nuca resta allungata e il collo arretrato. Cercare di appoggiare i talloni solo se i tendini d’Achille sono molto elastici. In ogni caso, privilegiare l’abbassamento della gabbia toracica.

Attitudine interiore. L’apertura della cintura scapolare e l’eliminazione della cifosi dorsale costituiscono la seconda condizione del processo di emancipazione dai retaggi animali.

Anatomia. Intensa azione di estensori e antepulsori di braccia e spalle; allungamento dei pettorali; allungamento intenso dei polpacci se si tendono le gambe; moderata azione dei flessori dell’anca per l’elevazione del bacino.

Posizione delle Otto Membra (Ashtangasana)

Saluto al Sole

Espirando, posare a terra gli avambracci tenendoli paralleli. Portare la fronte al suolo tra le mani, lasciando avanzare le spalle, e scivolare in avanti per appoggiare il petto a terra. La regione dorsale resta molto inarcata, il bacino è sollevato. Quindi, piegare le ginocchia per posarle a terra. Se le braccia tendono a cedere, prima appoggiare le ginocchia.

Attitudine interiore. Gli otto punti di appoggio (fronte, petto, mani, ginocchia e punte dei piedi) simboleggiano le otto membra dello Yoga classico. La fronte al suolo esprime la necessaria umiltà della condizione umana di fronte al mistero.

Anatomia. Nel movimento di scivolamento in avanti, sono intensamente messi in azione i muscoli delle braccia (principalmente i tricipiti) e delle spalle per controllare la flessione dei gomiti.

Posizione del Cobra (Bhujangasana)

Saluto al Sole

Inspirando, scivolare con il tronco in avanti per appoggiare bacino e addome a terra. Sollevare collo e busto con la forza della muscolatura dorsale; le braccia agiscono in retropulsione per accentuare l’estensione della regione dorsale e l’apertura della gabbia toracica. Il bacino si porta in retroversione, le gambe si tendono mantenendo le dita dei piedi e l’inguine in appoggio.

Attitudine interiore. Si riceve nuovamente il respiro, rimanendo in pieno contatto con la Terra, e sottolineando lo slancio verso l’alto.

Anatomia. Intensa azione degli estensori di collo e colonna, del retto addominale e dei glutei; contrazione delle braccia; apertura della gabbia toracica; moderata azione dei quadricipiti per tendere le gambe.

Ritorno: Cane che si stira (Adho Mukha Svanasana)

Saluto al Sole

A polmoni pieni, sollevare il bacino all’indietro con la spinta delle braccia. In caso di difficoltà, prima arretrare il bacino verso i talloni con le ginocchia a terra e, in un secondo tempo, sollevare le ginocchia.

Ritorno: Mezzo Cobra (Ardha Bhujangasana)

Saluto al Sole

Sempre a polmoni pieni, portare nuovamente la gamba destra in avanti con la pianta del piede a terra tra le mani. Poi sollevare il busto e inarcarlo all’indietro.

Ritorno: Mani ai Piedi (Padahastasana)

Saluto al Sole

Espirando, tendere la gamba sinistra per sollevare il bacino lasciando ritornare in avanti la destra. Il busto viene flesso sulle gambe tese.

Posizione finale

Saluto al Sole

Inspirando, sollevare il busto srotolando la colonna vertebrale a partire dal basso. Dopodiché, alzare le braccia in alto per ripetere la stessa sequenza sull’altro lato. Questa volta, nelle Posizioni del Mezzo Cobra, la gamba sinistra si trova in affondo in avanti e la destra allungata all’indietro, sia all’andata che al ritorno

Attitudine interiore. Si resta concentrati e si raccolgono le sensazioni che ci dona la sequenza.


Come respirare e rispettare il proprio ritmo

Ogni fase della sequenza (andata e ritorno) può essere eseguita con 3 o 5 respirazioni. Per i praticanti più esperti, è possibile eseguire l’intera serie con una sola respirazione, mantenendo il respiro dall’inspirazione in Ardha Chakrasana fino all’espirazione in Padahastasana.

È fondamentale adeguare i movimenti al ritmo naturale della respirazione. Alla fine della sequenza, la frequenza cardiaca e respiratoria non dovrebbero essere troppo accelerate. Le sospensioni del respiro vanno gestite con l’idea di “contenere” l’aria, non trattenerla.

Controindicazioni e adattamenti

Il Saluto al Sole è adatto alla maggior parte delle persone, ma in alcune situazioni va adattato o praticato con cautela. Ecco le principali controindicazioni e gli accorgimenti per una pratica sicura.

Problemi lombari.

In caso di ernie o lombosciatalgie, le flessioni del busto dovrebbero essere eseguite con le gambe leggermente piegate per ridurre la pressione sulla zona lombare.

Saluto al Sole in gravidanza.

Durante la gravidanza, la sequenza può essere adattata per evitare compressioni sull’addome. Ad esempio, da Adho Mukha Svanasana si può tornare in Ardha Bhujangasana, evitando il passaggio per Padahastasana.

Pressione e problemi cardiaci.

In caso di ipertensione, disturbi cardiaci o vertigini, è prudente evitare o ridurre le fasi a testa in giù e farsi seguire da un insegnante esperto.

Praticare il Saluto al Sole con attenzione alla respirazione e agli adattamenti personali permette di trarne il massimo beneficio: adattare la sequenza alle proprie esigenze e rispettare il ritmo naturale del respiro sono elementi chiave per una pratica sicura.

Le origini e il significato simbolico del Saluto al Sole

In molte culture arcaiche il culto del sole occupava un posto centrale, ma per l’India il legame con Surya, l’astro solare, è particolarmente significativo. Surya rappresenta la luce e il calore, essenziali per la vita: è considerato il “Grande Occhio” che tutto vede e protegge, ma ha anche un aspetto distruttivo legato alla siccità. La ciclicità di albe e tramonti ne fa un simbolo della ciclicità delle esistenze, riflettendo il concetto di maya, l’illusione cosmica che pervade la vita.

Il Saluto al Sole trae origine dai culti persiani legati al dio Mitra, divinità solare; questi culti furono portati in India dai Parsi nel VII secolo, stabilitisi nella regione di Mumbai. “Om Mitraya Namah” è il primo dei dodici mantra recitati durante la sequenza: ognuno rappresenta un aspetto del Sole come simbolo universale di vita, energia e illuminazione.

I mantra del Saluto al Sole

Tradizionalmente, ogni posizione del Saluto al Sole può essere accompagnata da uno dei dodici mantra dedicati al Sole, che trasformano la sequenza in un rito meditativo e ne arricchiscono il significato spirituale. Ai dodici mantra e al loro significato abbiamo dedicato un articolo a parte:

Domande frequenti sul Saluto al Sole

Quante volte a settimana praticare il Saluto al Sole?

Anche una pratica quotidiana è benefica, purché rispettosa del proprio ritmo. Per iniziare bastano 3-4 volte a settimana; molti praticanti lo inseriscono ogni mattina come risveglio del corpo.

A che ora è meglio praticarlo?

Tradizionalmente al mattino, preferibilmente a stomaco vuoto, per attivare corpo e mente. Va bene anche in altri momenti, evitando subito dopo i pasti

Quante ripetizioni fare?

Si può partire da 3-6 cicli completi e aumentare gradualmente. Conta più la qualità del movimento e del respiro che il numero di ripetizioni.

Il Saluto al Sole fa dimagrire?

Praticato in modo dinamico e costante contribuisce al dispendio calorico e ad attivare il metabolismo, soprattutto se inserito in una pratica più ampia. Apprpfondisci nell’ articolo “Yoga per dimagrire”.

Conclusione

Il Saluto al Sole è molto più di una semplice sequenza yoga: è una pratica che unisce corpo, mente e spirito in un flusso armonioso, rispettando e onorando la ciclicità della vita e l’energia vitale del sole.

Autore

Claudio Conte -Dopo studi in Scienze Politiche e Lingue Orientali, inizia a insegnare yoga nel 1976. Approfondisce la conoscenza e la pratica dello yoga con alcuni tra i più noti insegnanti indiani ed europei (Swami Dhirendra Brahmachari, Sri Yukteswar, Swami Satyananda Saraswati, Andrè Van Lisebeth, Roger Clerc).

Dal 1982 segue e trasmette l’insegnamento di Nil Hahoutoff e Patrick Tomatis.

Fa parte del Consiglio Direttivo della YANI (Yoga – Associazione Nazionale Insegnanti), di cui è socio fondatore, e si occupa della redazione della rivista “Percorsi Yoga”. Ha insegnato Consapevolezza Corporea all’Università dell’Immagine. E’ professore titolare e membro del Consiglio d’Amministrazione della F.N.E.Y (Fèdèration Nationale des Enseignants de Yoga – Francia).

Libro

Surya Namaskara – Saluto al Sole – di  K. Stec

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