Insegnare yoga

Sara Bigatti (Scimmia Yoga): 5 lezioni per insegnare yoga

Sara Bigatti, fondatrice di La Scimmia Yoga, racconta 5 passaggi chiave per insegnare yoga oggi tra relazione, metodo e consapevolezza

di Guido Gabrielli

Sara Bigatti, fondatrice de La Scimmia Yoga, è oggi uno dei riferimenti più interessanti per chi vuole capire cosa significa insegnare yoga nel mondo contemporaneo.

Insegnare yoga oggi non è più ciò che era 10 anni fa. Non basta conoscere le asana, né aver completato una formazione. L’insegnante è diventato guida, comunicatore e punto di riferimento per una comunità che spesso vive online, tra piattaforme digitali e lezioni on demand.

In questo scenario in continua evoluzione, La Scimmia Yoga rappresenta un caso unico nel panorama italiano: un progetto nato da un’esigenza personale e trasformato nel tempo in un ecosistema di pratica, insegnamento e relazione. Oltre alla piattaforma, ciò che emerge con chiarezza è una visione precisa: nelle parole di Sara “insegnare yoga non è trasmettere tecniche, ma accompagnare le persone.”

1. Dalla mancanza di relazione alla scoperta della relazione

All’inizio, lo yoga per Sara è una pratica importante, ma marginale.

Nel 2005 lavora a Londra, come grafica digitale, e frequenta una scuola di yoga con regolarità, come tante insieme a lei. Ma qualcosa non accade. L’insegnante è distante, il rapporto non si crea, (“si allontanava dalla sala dopo aver avviato la pausa finale in Shavasana”) e la pratica rimane superficiale. Non nasce il desiderio di approfondire, né quello di studiare. Ma nel suo continuo girovagare, il punto di svolta arriva 5 anni dopo, in Messico.

Qui incontra un’insegnante olandese capace di vedere davvero gli studenti, Ellen De Jonge. Non invadente, non autoritaria, ma presente. Crea un rapporto personale che guida, ascolta, suggerisce, accompagna.

È lì che cambia tutto: qualcosa si apre davvero. La pratica smette di essere occasionale e diventa quotidiana. Ma, soprattutto, diventa significativa, non è più solo esercizio. È relazione. E questa è forse la prima, grande verità sull’insegnamento dello yoga:  

Non è il metodo che forma un insegnante, ma la qualità della relazione che sa creare.”

2. Dalla pratica alla responsabilità di insegnare

Il passaggio dall’essere praticante a insegnante non è automatico. Anzi, è una soglia delicata. Per Sara, avviene quando la sua insegnante le propone di guidare le prime lezioni.

Scimmia Toga

“All’inizio sentivo che mi mancava qualcosa: non avrei mai pensato di avere la personalità per stare davanti a un gruppo e guidarlo in modo credibile. Il cambiamento più grande è stato proprio questo: la fiducia.


Non solo fiducia nello yoga, ma nella mia voce, e in ciò che stavo trasmettendo. Perché lo yoga stava funzionando su di me, e questa esperienza mi ha dato il coraggio di condividerlo. E da lì è nata la certezza che potesse essere utile anche per gli altri.”

Insieme a questa opportunità, le arriva dall’insegnante un principio fondamentale: la lezione non è mai per l’insegnante. È per gli studenti.

Scimmia Yoga

Questo cambia la prospettiva. Insegnare non è esprimere se stessi, né dimostrare qualcosa.

È assumersi una responsabilità.

Significa:

  • insegnare solo ciò che si è realmente sperimentato
  • conoscere gli effetti di ciò che si propone
  • evitare di “fare spettacolo”

Le prime lezioni, dice Sara, devono essere semplici. Non serve stupire, ma essere credibili. In un tempo in cui lo yoga è spesso esposto, performativo, visibile, questo messaggio è controcorrente.

Insegnare yoga non è esibirsi, ma prendersi cura.”

3. Dal vivo al digitale: senza perdere l’ascolto

Piano piano, nel 2012, nasce La Scimmia Yoga. Non è un progetto costruito a tavolino. È una risposta a un’esigenza reale: poter insegnare restando mobile, e farlo nella propria lingua. Nel 2013 Sara lascia il lavoro da grafica digitale e si dedica completamente allo yoga e alla sua nuova ”casa”.

All’inizio i contenuti sono semplici: corsi registrati, scaricabili. Poi arriva YouTube: un video ogni sabato per circa 10 anni. Questo crea credibilità e possibilità di crescita nell’ecosistema dello yoga.

Ma il vero cuore del progetto non è il video, come si potrebbe credere.

Paradossalmente, visto che siamo in un contesto di “distanza digitale”, è l’ascolto. Sara racconta che per molto tempo l’80% del suo lavoro era rispondere alle persone. Email, messaggi, domande. Un dialogo continuo. E qui emerge un punto fondamentale, spesso ignorato: online non significa distanza.

“Molti praticanti trovano più facile aprirsi scrivendo. Raccontare dubbi, paure, difficoltà. E se dall’altra parte trovano ascolto, la relazione diventa reale.”

Scimmia Yoga

In questo senso, lo yoga digitale non è una versione ridotta dello yoga. La Scimmia Yoga diventa un ritrovo in cui potersi confrontare liberamente, nello spazio e nel tempo.

“È una forma diversa, non meno profonda, ma basata su un altro tipo di relazione.”

4. Da insegnante a ecosistema

Con il tempo, La Scimmia Yoga cresce. Si afferma nel mondo digitale e, anche negli incontri dal vivo emerge con forza l’empatia di Sara. L’evoluzione successiva non nasce da un’ambizione di espansione, ma nasce da una consapevolezza: “da sola non potrò mai insegnare tutto lo yoga.

Da qui la scelta di aprire ad altri insegnanti. Non per aumentare l’offerta, ma per renderla più vera. Quindi negli anni entrano nuove competenze:

  • pratiche diverse
  • approcci differenti
  • contenuti meno “popolari”, ma più profondi: mantra, studio del suono, percorsi specifici, yoga terapia.

Il Feedback diretto degli studenti guida il palinsesto. L’obiettivo non è trattenere lo studente, ma aiutarlo a trovare la propria via. Questa è una visione matura, e rara: l’ecosistema de la Scimmia Yoga diventa così uno spazio plurale, dove lo yoga non è una voce sola, ma un dialogo.

’L’insegnante non è il centro. È un passaggio.”

5. Dalla performance alla consapevolezza

Nel linguaggio comune:

  • avanzato = difficile
  • avanzato = performante

Ma nello yoga, dice Sara, è il contrario. Una persona può essere molto flessibile, molto forte, molto capace… e non essere avanzata.

Perché? Perché manca la consapevolezza. Al contrario, un praticante che conosce i propri limiti, che sa ascoltare il corpo, che sa adattare la pratica senza frustrazione…
quello è un praticante avanzato.

Il livello nello yoga non è ciò che fai, ma come lo vivi.”

La crescita nella pratica, come emerge anche dall’esperienza di Sara Bigatti con La Scimmia Yoga, passa inevitabilmente dalla costanza: un elemento chiave senza il quale lo yoga rimane superficiale, e che approfondiamo nel nostro focus sulla costanza nella pratica dello yoga.

Per progettare e comunicare efficacemente una lezione online – rispetto a una in presenza – è fondamentale un ampio bagaglio di insegnamento in presenza. Questo per riconoscere errori tipici e prevenirli verbalmente; fornire opzioni e supporti; definire chiaramente i livelli, non per atletismo ma per consapevolezza.

L’osservazione dal vivo consente di mappare gli errori più comuni; online si anticipano i “punti critici”  e si preparano varianti, supporti (blocchi, cinture) e istruzioni adatte a principianti, intermedi e avanzati.

Insegnare yoga oggi

Dall’esperienza di Sara Bigatti e dal “sistema” La Scimmia Yoga, emerge una visione chiara, concreta, profondamente contemporanea.

Insegnare yoga, anche in un ambiente digitale,  oggi significa:

  • creare relazione, non trasmettere solo tecniche
  • assumersi responsabilità, non cercare visibilità
  • ascoltare, anche (e soprattutto) nel digitale
  • accettare che non esista un unico metodo
  • guidare verso la consapevolezza, non verso la performance

E forse, soprattutto, significa questo:

“Non cercare di essere speciali, ma essere autentici.”

Perché in un mondo saturo di contenuti, ciò che fa la differenza non è la perfezione. È la verità.

Se vuoi approfondire il progetto La Scimmia Yoga e la visione di Sara Bigatti, puoi esplorarlo direttamente qui.

E se senti il desiderio di entrare in contatto o seguire il loro percorso, puoi farlo qui.


Autore

Guido Gabrielli è direttore di YogaMindMag.it, portale dedicato alla cultura, alla pratica e all’attualità del mondo dello yoga e della meditazione. Già direttore e fondatore di Yoga Journal Italia per circa 20 anni. Con oltre trent’anni di esperienza editoriale e una lunga carriera nella comunicazione, ha collaborato con realtà nazionali, internazionali e organizzazioni non profit, sviluppando progetti che uniscono contenuti di qualità e innovazione. Appassionato di percorsi di crescita personale e spirituale, guida YogaMindMag con l’obiettivo di rendere lo yoga e la mindfulness strumenti accessibili per migliorare la vita quotidiana.

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