Tipi di Yoga

Guida al Kriya Yoga: le sue origini e come praticarlo

il Kriya Yoga, la pratica meditativa insegnata da Paramahansa Yogananda. Benefici, tecniche pratiche e guida per iniziare subito a meditare profondamente

di Bice Mattioli

Introduzione al Kriya Yoga

Se hai sentito parlare del Kriya Yoga ma ti chiedi cosa significhi davvero, sei nel posto giusto. Questa pratica antica, resa celebre dal grande maestro Paramahansa Yogananda, offre un percorso profondo di scoperta interiore. In questo articolo esploreremo cos’è il Kriya Yoga, i benefici che porta nella vita di chi lo pratica e come iniziare questo affascinante viaggio spirituale.

Cos’è il Kriya Yoga?

Il termine “Kriya” deriva dal sanscrito e significa “azione consapevole” o “azione spirituale“. Il Kriya Yoga, dunque, è un metodo potente di meditazione e respirazione che aiuta a risvegliare la coscienza interiore. Questa disciplina si basa esclusivamente su tecniche specifiche di respirazione (pranayama), meditazione profonda e lavoro energetico, focalizzato sul risveglio della Kundalini, l’energia spirituale che risiede dentro ognuno di noi. È importante sottolineare che il Kriya Yoga di Yogananda in origine , non prevede l’esecuzione di posture fisiche o asana, tipiche di altre forme di yoga.

Origini storiche e filosofi principali

Il Kriya Yoga ha origini antichissime, ma è stato portato alla ribalta internazionale nel XX secolo da Paramahansa Yogananda, autore di “Autobiografia di uno Yogi”. Yogananda fu discepolo di Sri Yukteswar, a sua volta discepolo diretto del leggendario Mahavatar Babaji. Questi grandi yogi sono considerati i principali divulgatori e custodi di questa tradizione spirituale.

Kriya Yoga

Differenza tra Kriya Yoga e Raja Yoga

Mentre il Raja Yoga, descritto negli Yoga Sutra di Patanjali Tra il 200/300 D. C. , propone un percorso in otto stadi che includono posture (asana), respirazione, meditazione e regole di vita etica, il Kriya Yoga di Yogananda concentra le sue tecniche principalmente su pranayama avanzati e meditazioni specifiche, tramandando una disciplina molto più antica. Il Kriya Yoga rappresenta quindi un percorso più diretto verso l’esperienza della consapevolezza profonda, rispetto al Raja Yoga, che è più graduale e articolato. Nel corso degli anni La comunità di Ananda ha elaborato un metodo di integrare le sequenze yoga Asana , con gli insegnamenti di Yogananda: puoi vedere una sequenza qui.

 
Come funziona e come si pratica il Kriya Yoga

La sua essenza risiede in tecniche specifiche di respirazione profonda che facilitano il controllo dell’energia vitale (prana), permettendo una meditazione più profonda e concentrata. Le pratiche includono meditazioni guidate che aiutano a calmare la mente e tecniche di respirazione che attivano i chakra, facilitando l’ascesa della Kundalini, che si traduce in una sensazione di pace profonda e chiarezza interiore.

Cos’è l’iniziazione al Kriya Yoga?

L’iniziazione è una fase fondamentale nel Kriya Yoga, perché segna ufficialmente l’inizio della pratica sotto la guida di un maestro qualificato.

È sia un rito simbolico che pratico, attraverso il quale l’allievo riceve le istruzioni dettagliate per praticare in autonomia. L’iniziazione crea un legame spirituale e fornisce gli strumenti energetici essenziali per avanzare nella disciplina.

Domande frequenti sul Kriya Yoga

Quali sono esattamente i “kriya”?

I kriya sono specifiche tecniche di respirazione e meditazione mirate a purificare e risvegliare l’energia spirituale latente nel corpo umano.

La respirazione fondamentale insegnata da Yogananda nel Kriya Yoga è nota con il nome di “Hong-Sau”. Ecco come puoi specificare meglio il testo, in modo più autorevole e dettagliato:

Ad esempio, una delle tecniche fondamentali insegnate da Paramahansa Yogananda è il pranayama Hong-Sau, una tecnica meditativa specifica che si basa sulla respirazione consapevole e sulla ripetizione mentale del mantra ‘Hong’ durante l’inspirazione e ‘Sau’ durante l’espirazione. Questa pratica favorisce la concentrazione della mente, riequilibra e armonizza le energie interne, facilitando uno stato meditativo profondo e portando gradualmente la coscienza verso livelli più alti e profondi di consapevolezza.”

Come meditare secondo Paramahansa Yogananda?

Secondo gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda, la meditazione deve essere regolare, focalizzata e accompagnata da tecniche precise di respirazione e concentrazione su specifici punti energetici del corpo, come ad esempio il “terzo occhio” (ajna chakra).

Ecco una breve guida pratica per una sessioni di meditazione secondo il metodo di Yogananda:

  • Trova una posizione stabile e comoda
    Siediti comodamente, preferibilmente a gambe incrociate sul pavimento o su una sedia, mantenendo la schiena dritta, le spalle rilassate e il mento parallelo al pavimento.
  • Chiudi delicatamente gli occhi
    Rilassa i muscoli del viso e lascia che il respiro diventi naturalmente calmo e regolare.
  • Pratica la tecnica Hong-Sau (respirazione consapevole)
  • Durante l’inspirazione, ripeti mentalmente la sillaba “Hong”.
  • Durante l’espirazione, ripeti mentalmente “Sau”.
  • Non cercare di controllare troppo il respiro, ma osservalo naturalmente mentre avviene, accompagnandolo mentalmente con questo mantra.
  • Concentra l’attenzione sul punto tra le sopracciglia
    Mantieni un’attenzione dolce ma costante su quest’area chiamata anche “occhio spirituale” o Ajna Chakra, simbolo del centro della consapevolezza intuitiva e spirituale.
  • Mantieni uno stato di ascolto interiore
    Lascia che la tua mente si calmi gradualmente, liberandola dai pensieri insistenti. Se sopraggiungono pensieri distraenti, torna dolcemente al mantra “Hong” (durante l’inspirazione) e “Sau” (durante l’espirazione), riportando la concentrazione nel punto tra le sopracciglia.
  • Medita con regolarità e gradualità
    Yogananda consigliava sessioni brevi inizialmente (anche solo 5-10 minuti al giorno), per poi aumentarne gradualmente la durata fino a 20-30 minuti o più. La costanza è essenziale: meditare tutti i giorni, preferibilmente sempre allo stesso orario, aiuta la mente a entrare più facilmente in uno stato meditativo profondo.
  • Concludi la meditazione con gratitudine e raccoglimento
    Alla fine di ogni sessione, prenditi alcuni istanti per rimanere seduto con gli occhi chiusi, assaporando il senso di pace e benessere raggiunto. Ringrazia mentalmente per la pratica e per il tempo dedicato alla tua crescita spirituale.

 
Come iniziare a praticare Kriya Yoga?

La via migliore per iniziare è partecipare a lezioni con un insegnante certificato oppure seguire corsi riconosciuti dalla Self-Realization Fellowship, fondata da Yogananda stesso oppure il centro di Ananda in Italia. Libri come “Autobiografia di uno Yogi” rappresentano un ottimo punto di partenza per capire meglio la pratica prima dell’iniziazione ufficiale. Inoltre, praticare quotidianamente brevi sessioni di meditazione consapevole può facilitare la preparazione al percorso del Kriya Yoga.

Conclusione

 
Il Kriya Yoga è una pratica potente e trasformativa. Se senti il richiamo a esplorare la tua dimensione interiore, non esitare a cercare insegnanti qualificati e risorse approfondite. Con dedizione e apertura mentale, il Kriya Yoga può diventare un viaggio di crescita spirituale profonda e duratura.

Riferimenti Italia

 Self-Realization Fellowship

Ananda

Libri

La Scienza Sacra — Swami Sri Yukteswar


 Autobiografia di uno Yogi– Paramahansa Yogananda

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