
Digiuno yoga e digiuno ayurvedico: benefici, regole e guida completa
Digiuno yoga e digiuno ayurvedico: scopri benefici, regole e significato spirituale di una pratica che purifica corpo, mente e energia vitale.
di Swami Joythimayananda
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Significato del digiuno yogico
Nella tradizione Ayurveda digiuno yoga è chiamato “Upa Vasam”, un termine che può essere tradotto come “vivere nella verità”. Non si tratta semplicemente di smettere di mangiare, ma di creare uno spazio in cui corpo e mente possano ritrovare equilibrio.
Secondo l’insegnamento dell’Ayurveda, quando sospendiamo temporaneamente l’assunzione di cibo permettiamo all’organismo di “riequilibrare il metabolismo” e attivare processi di rigenerazione naturale. Gli organi escretori, dispensati dalle loro funzioni primarie, possono svolgere un’attività secondaria dedicando la propria energia alla riparazione di lesioni ai tessuti danneggiati
In altre parole, il digiuno offre al corpo una pausa dalle attività digestive quotidiane, consentendo alle sue energie di dedicarsi a funzioni di riparazione e purificazione.
Perché il digiuno yoga favorisce la purificazione del corpo
Nel digiuno ayurvedico e nel digiuno yoga, l’organismo modifica il proprio funzionamento energetico.. Invece di utilizzare energia proveniente dal cibo ingerito, il corpo attinge alle “riserve interne di energia e di grasso”, attivando un processo naturale di riequilibrio metabolico.
Come recito spesso durante le visite ayurvediche “Quando il corpo tace, la coscienza inizia a parlare.”
Questo processo può favorire:
- eliminazione delle tossine accumulate
- miglioramento della capacità digestiva
- riduzione dell’infiammazione
- riequilibrio energetico dell’organismo
Per questo motivo nella visione ayurvedica il digiuno non ha come obiettivo principale il dimagrimento, ma la “purificazione del corpo”.
Digiuno e chiarezza mentale
Uno degli effetti più interessanti del digiuno riguarda la mente. Quando il corpo si alleggerisce e il sistema digestivo riposa, molte persone sperimentano una sensazione di “maggiore lucidità e serenità mentale”.
Secondo la tradizione yogica il digiuno può favorire:
- maggiore concentrazione
- calma mentale
- maggiore sensibilità interiore

Il digiuno diventa così anche una forma di “decluttering mentale”, uno spazio in cui la mente si libera dalle abitudini e ritrova chiarezza. Non a caso molte tradizioni spirituali utilizzano il digiuno per sostenere “meditazione e pratica interiore”.
Digiuno quotidiano e digiuno periodico
In realtà sperimentiamo già una forma naturale di digiuno ogni giorno. Il periodo che intercorre tra due pasti – generalmente tra 6 e 12 ore – rappresenta una pausa digestiva che consente all’organismo di riposare. Nella tradizione ayurvedica esistono poi diverse forme di digiuno:
Digiuno breve: che può durare 24 ore r viene praticato periodicamente per favorire la purificazione.
Digiuno stagionale: praticato una o due volte l’annoIl digiuno può essere visto come una vacanza per il corpo, che può essere praticata una volta all’anno, con la finalità di permettere a organi e tessuti di autorigenerarsi. In questo caso il digiuno può durare alcuni giorni a seconda del grado di disintossicazione dell’organismo;
A questo tipo di digiuno può essere associata a dei momenti di ricerca spirituale.e anche la pratica del digiuno “sociale”, un giorno a settimana, per 24 ore, permette di risparmiare cibo e di aumentare il proprio potere di autodisciplina.
I benefici del digiuno secondo la tradizione
La pratica del digiuno è associata a diversi benefici per la salute psicofisica. Tra i principali effetti osservati troviamo:
- miglioramento dello stato infiammatorio del corpo
- maggiore protezione delle cellule dalle tossine
- riduzione dei grassi nel sangue
- maggiore lucidità mentale
- senso di serenità e equilibrio interiore
Secondo la tradizione yogica il digiuno può sostenere anche il processo di “liberazione dalle dipendenze”, favorendo un maggiore controllo su abitudini e impulsi.
Ciò che la tradizione ayurvedica insegna da millenni oggi trova eco anche nella ricerca moderna. Il biologo Valter Longo ha dimostrato come il digiuno, se praticato con consapevolezza, possa attivare processi di rigenerazione cellulare e sostenere la longevità.
Le quattro regole per un digiuno d’oro
- Il principale scopo del digiuno non è perdere peso, ma eliminare le tossine.
- Quando ha inizio un digiuno, si presentano degli sviluppi fisici che attestano la presenza di un processo di purificazione in atto: mal di testa (sintomo più frequente e immediato), lingua particolarmente bianca, sapore cattivo in bocca, eccesso di catarro, febbre, odori corporali più forti.
- È meglio digiunare in un luogo tranquillo e protetto in grado di infondere energie positive, a contatto con persone che condividono lo stesso obiettivo, lontano da preoccupazioni, smog e caos cittadino.
- Un digiuno prolungato deve essere svolto sotto il controllo di un esperto, mentre per digiuni di 1 giorno o di 36 ore questa condizione non è necessaria. L’abitudine settimanale o periodica al digiuno permette di imparare a gestire questa condizione nelle consuete situazioni della quotidianità
Pratiche di yoga indicate durante il digiuno
Durante il digiuno, pratiche di yoga come il Restorative Yoga o il Yin Yoga sono particolarmente indicate. Questi stili di yoga favoriscono il rilassamento e la meditazione, permettendo al corpo di beneficiare del digiuno senza stressare ulteriormente il sistema.
Durante il digiuno yogico, è importante sostenere il corpo attraverso l’idratazione e pratiche di rilassamento. Bere molta acqua e, se necessario, tè alle erbe può aiutare a mantenere l’idratazione. Inoltre, pratiche di yoga dolce come il Pranayama possono aiutare a mantenere l’equilibrio energetico e a rilasciare eventuali tensioni accumulate. In caso di debolezza, è consigliabile tornare a un’alimentazione leggera prima di riprendere il digiuno.
Precauzioni e controindicazioni
Il digiuno deve essere sempre praticato con consapevolezza. È sconsigliato in alcune situazioni, tra cui:
- gravidanza o allattamento
- insufficienza renale
- gravi problemi cardiaci o polmonari
- ulcere gastriche acute
Nei casi di digiuni prolungati è sempre consigliabile la supervisione di un esperto.
Quando digiunare
Per chi volesse praticare il digiuno almeno una volta a settimana il giorno più indicato è il sabato, che è sotto l’influenza di Saturno, così da pacificare le sue energie negative.
Il digiuno può essere intrapreso in qualsiasi momento dell’anno, ma in generale, quando avvertiamo dei disturbi, può essere utile alleggerire l’alimentazioneper uno o più giorni. Infatti, nella fase acuta della malattia il sistema digerente è inadatto a digerire il cibo e l’assenza di fame è uno dei primi sintomi della fase acuta della malattia. L’abitudine di far mangiare le persone ammalate, può essere causa di aggravamento della malattia stessa o di allungamento dei tempi di guarigione.
Come interrompere correttamente il digiuno
La fase di ritorno all’alimentazione è molto importante. Tradizionalmente si consiglia di riprendere il cibo in modo graduale, iniziando con alimenti leggeri e facilmente digeribili, come brodi o zuppe vegetali. Nei giorni successivi è preferibile mantenere una dieta semplice e naturale, evitando alimenti pesanti o difficili da digerire.
FAQ sul digiuno yoga
Cos’è il digiuno yoga?
Il digiuno yoga è una pratica di purificazione che affonda le sue radici nella tradizione ayurvedica. Non consiste semplicemente nel sospendere il cibo, ma nel creare uno spazio di riequilibrio per corpo e mente, favorendo chiarezza interiore e consapevolezza.
Che differenza c’è tra digiuno yoga e digiuno ayurvedico?
Il digiuno ayurvedico è il contesto tradizionale da cui nasce il digiuno yoga. Mentre il primo è parte della medicina Ayurveda e dei suoi protocolli di purificazione, il digiuno yoga integra anche una dimensione spirituale e meditativa, diventando una pratica di crescita interiore.
Quanto può durare il digiuno yoga?
La durata del digiuno yoga varia in base all’esperienza e alle condizioni della persona. Può andare da un digiuno breve di 24 ore fino a pratiche più lunghe, sempre sotto la guida di un esperto. Anche il semplice digiuno notturno rappresenta una forma naturale di riequilibrio.
Il digiuno ayurvedico aiuta davvero a depurare il corpo?
Secondo la tradizione ayurvedica, il digiuno favorisce l’eliminazione delle tossine (Ama), migliora la digestione e sostiene i processi naturali di rigenerazione. Tuttavia deve essere praticato con consapevolezza e nel rispetto delle proprie condizioni fisiche.
Si può praticare yoga durante il digiuno?
Sì, ma è consigliato scegliere pratiche dolci come Yin Yoga, Restorative Yoga e Pranayama. Durante il digiuno il corpo ha bisogno di conservare energia, quindi è meglio evitare pratiche intense e privilegiare il rilassamento e l’ascolto.
Il digiuno è adatto a tutti?
No, il digiuno non è indicato in alcune condizioni come gravidanza, allattamento o in presenza di patologie importanti. In caso di dubbi o per digiuni prolungati è sempre consigliabile il supporto di un esperto.
Il digiuno serve per dimagrire?
Nella visione yogica e ayurvedica il digiuno non ha come obiettivo principale la perdita di peso, ma la purificazione e il riequilibrio dell’organismo. La leggerezza che ne deriva è una conseguenza, non il fine.
Il digiuno come pratica di equilibrio
Nella visione dell’Ayurveda il digiuno non è una pratica estrema, ma uno strumento di riequilibrio naturale. Il digiuno non è privazione, ma ritorno all’essenziale: uno spazio in cui il corpo si alleggerisce e la coscienza si risveglia.
Alleggerendo il corpo e calmando la mente, il digiuno può diventare un momento prezioso di purificazione e consapevolezza. Non solo una pausa dal cibo, ma anche un’opportunità per ritrovare chiarezza interiore, energia e armonia
Autore
Swami Joythimayananda (Sri Lanka, 1941) è Maestro di Yoga e Ayurveda, fondatore del Joytinat International College of Yoga Ayurveda e dell’Ashram Joytinat di Corinaldo (Italia). Cresciuto nella tradizione Tamil Sidda, ha appreso fin da bambino i saperi vedici, proseguendo con anni di pellegrinaggi e pratiche spirituali tra India e Sri Lanka. Dopo aver fondato centri e istituti di cura in Asia, negli anni ’80 porta in Europa l’insegnamento dello Yoga integrato con l’Ayurveda. Autore di libri e articoli, guida ritiri, seminari e convegni internazionali, unendo conoscenza, pratica e vita comunitaria in un percorso di crescita interiore e benessere olistico.



