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Consapevolezza e Intelligenza Spirituale

Andrea Salvetti racconta il Festival della Consapevolezza 2025: un viaggio tra intelligenza spirituale, trasformazione interiore e cultura dell’anima

a cura di Guido Gabrielli

 
Andrea Salvetti, co-fondatore del Festival della Consapevolezza, ci accompagna nella visione che ha dato vita a questo appuntamento, giunto nel 2025 alla sua quarta edizione dedicato alla ricerca dell’ “Intelligenza Spirituale”.
Nel cuore di Padova, città in cui da secoli s’intrecciano scienza, spiritualità e arte, nasce ogni anno un evento che invita a guardare in alto, oltre le divisioni, oltre le narrazioni di paura, per ritrovare un senso di unità profonda.

La consapevolezza come atto di guarigione

«Il Festival della Consapevolezza è nato dal cuore», racconta Salvetti. Insieme ai co-organizzatori Miride Bollesan e Christian Gandini, ha sentito l’urgenza, durante i tempi difficili della pandemia, di rispondere alla crescente polarizzazione della società.

«C’era chi divideva in buoni e cattivi, alimentando conflitti orizzontali. Noi abbiamo scelto la via verticale: quella che unisce, che eleva. La consapevolezza è una cura dell’anima. Prima personale, poi sociale. E come ogni cura, può essere contagiosa».

Contro la narrazione dominante che semina allarme e frammentazione, il festival ha scelto di offrire strumenti per riconoscere ciò che è autentico, sentire ciò che unisce. «La consapevolezza è una bussola, che ci aiuta a orientarci in un mondo in cui il pensiero è sotto torchio, stretto tra interessi privati, materialismo e abitudini involutive».

Intelligenza spirituale: il tema del 2025

Nel 2025, il Festival affronta una sfida chiara: restituire centralità all’essere umano in un tempo dominato dall’Intelligenza Artificiale. Non a caso il tema di quest’anno sarà Intelligenza Spirituale.

«Abbiamo scelto questo tema perché crediamo che la coscienza sia il dono più alto dell’essere umano. Ce lo ha ricordato anche Federico Faggin, nostro ospite in passato, che ha creato il microchip: l’intelligenza artificiale elabora informazioni, ma non ha coscienza. L’intelligenza spirituale è la capacità di cogliere il senso dell’invisibile, di dare significato a ciò che viviamo. È il seme del futuro».

Padova e l’equilibrio tra scienza e spirito

La città che ospita il Festival non è stata scelta a caso. Padova è un luogo di straordinaria sintesi tra rigore scientifico e tensione spirituale: è sede di una delle più antiche università del mondo e allo stesso tempo meta di pellegrinaggio alla Basilica del Santo.

«A Padova è passato il pensiero di Galileo, la visione di Giotto, la fede di Sant’Antonio. E proprio per celebrare l’armonia tra questi mondi, organizziamo il festival ogni anno vicino all’equinozio d’autunno, simbolo di equilibrio».

Le location scelte per gli incontri non sono semplici cornici, ma spazi che custodiscono memoria e vibrazione: dalla Cappella degli Scrovegni al Teatro Verdi, dal Palazzo della Ragione al Centro Culturale San Gaetano.

La spiritualità, la scienza e l’arte sono tra le più importanti facoltà dell’essere umano e riteniamo che sia giusto collocare le nostre iniziative, che fanno riferimento a queste facoltà, lì dove i grandi geni del passato le hanno portate alla loro massima espressione.

Un evento che trasforma chi lo vive

«Il nostro desiderio non è solo quello di informare, ma di trasformare». Così Salvetti descrive l’intento profondo del Festival. Ogni edizione è pensata come un cammino: si apre con workshop e seminari e culmina in una serata-evento che unisce parola, arte e testimonianza viva.

Anche i relatori vengono scelti con cura non soltanto per le competenze, ma per la profondità del loro percorso interiore. «Cerchiamo persone che vivono ciò che raccontano. Il loro messaggio tocca le coscienze perché arriva da un luogo autentico».

Il team organizzativo stesso è parte del cammino: «Per noi il Festival è anche un laboratorio di armonia. Un’opportunità per crescere insieme, offrendo un servizio alla nostra città e, attraverso la rete, a chiunque condivida questa ricerca».

La visione: un’umanità unita dallo spirito

Guardando al futuro, Salvetti vede un cambio di paradigma già in atto. «L’umanità si sta muovendo verso una coscienza più ampia. Non possiamo più pensare che i problemi degli altri non ci riguardino. Gli altri siamo noi».

I media spirituali, come YogaMindMag, hanno un ruolo decisivo: «Aiutano a porre domande, a costruire comunità consapevoli, a generare armonia. Sono punti di equilibrio controcorrente rispetto alle narrazioni dominanti. Sono il sale della terra».

Ed è con questa convinzione che Andrea Salvetti e il suo team proseguono, anno dopo anno, nell’organizzazione del Festival della Consapevolezza: con fiducia incrollabile nell’evoluzione dell’anima umana.

«Sappiamo che l’umanità sarà una, un giorno. Forse più presto di quanto immaginiamo. Unita nello Spirito, nell’Anima, nella consapevolezza. Per questo continuiamo. Perché anche dietro ogni difficoltà si nasconde un passo verso l’intelligenza spirituale».

Mindfulness e Gratitudine , per vivere ed esercitare la propria Intelligenza Spirituale .

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